martedì 15 gennaio 2013

Sapori di casa...Arancini siciliani

Spesso si desidera viaggiare per raggiungere posti molto lontani, come se fossero i soli a meritare di essere visitati, l'errore è quello di dare per scontate alcune vere rarità che il nostro stesso territorio ci offre.
La Sicilia è stata per me una di quelle scoperte sensazionali.
Per caso, o forse un pò per la mia propensione alla chiacchiera, ho conosciuto, il primo giorno dell'università, quella che sarebbe diventata una migliore amica, compagna di confidenze, scherzi, pianti, esami ed anche vacanze... quest'estate ho passato una settimana a casa sua a Cianciana, in provincia di Agrigento... è stato l'inizio di una passione per quella terra.
Avvicinarmi in modo così prossimo a quel posto mi ha in effetti anche aiutata a conoscere le mie origini paterne. Penso che il luogo in cui nasci influenzi poi in buona parte il tuo benessere  fisico oltre che la tua salute mentale. Difficile descrivere in poche righe la Sicilia, gente affabile che si prodiga affinchè qualunque ospite si possa sentire meglio che a casa sua, il sole che pervade ogni lato di te e del tuo umore, le anziane signore che siedono all'esterno delle loro case; il sentirti parte di una comunità che ti vede per la prima volta e poi il mangiare... elemento anch'esso non del tutto trascurabile... svegliarsi la mattina con la brioche ricolma di quella granita che diversamente non trovi, la ricotta che ti si scioglie in bocca come panna, le panelle, anche queste piacevole scoperta, ma come sorvolare sugli arancini o meglio detti alla palermitana "Arancine" ? ... Anche in questo caso si apre una vera e propria cultura... tondi, ovali, appuntiti... tante forme per tanti ripieni! Tornando a casa, non posso che ripetere queste ricette per riassaporare, almeno in parte, quel benessere. I miei arancini sono sicuramente meno elaborati di quelli tradizionali, ma pur sempre molto appaganti... del resto, per poterli davvero gustare l'unico modo è quello di concedersi una vacanza rigenerante per l'anima ed il corpo come questa!!!


 INGREDIENTI: per 22 arancini circa

500 gr riso tipo "originario" (ideale per crocchette)
1 bustina zafferano
3 uova
250 gr mozzarella fiordilatte
passata di pomodoro qb
2 cucchiai sale grosso
sale fino qb
pangrattato qb
1 lt olio di semi per la frittura

 PREPARAZIONE:

Mettere a bollire dell'acqua, salarla, versarci la bustina di zafferano e fare cuocere il riso, avendo l'accortezza di toglierlo un paio di minuti prima rispetto al tempo di cottura indicato sulla confezione.
Scolare il riso e lasciarlo riposare qualche minuto, intanto tagliare a cubotti la mozzarella e sbattere le tre uova dentro un piatto, insaporendole poi con un pizzico di sale.
Comporre con il riso delle sfere, appiattirle sul palmo della mano ed imbottirle con un pezzetto di mozzarella ed un cucchiaino di salsa di pomodoro. Richiudere l'arancino in modo ben compatto. Passarlo nell'uovo in modo omogeneo e nel pangrattato, precedentemente versato su un piatto.
Mettere sul fuoco l'olio e controllare che sia pronto per la frittura immergendovi uno stuzzicadente lungo e badando che intorno si creino delle bollicine.
Immergere allora quattro arancini per volta, scolarli ed ultimare la frittura.
Fare assorbire l'olio in eccesso aiutandosi con della carta assorbente. Salarli sulla superficie e servire rigorosamente caldi.







"Adelina ci metteva due jornate sane sane a pripararli. Ne sapeva, a memoria, la ricetta. Il giorno avanti si fa un aggrassato di vitellone e di maiale in parti uguali che deve còciri a foco lentissimo per ore e ore con cipolla, pummadoro, sedano, prezzemolo e basilico. Il giorno appresso si pripara un risotto, quello che chiamano alla milanìsa, (senza zaffirano, pi carità!), lo si versa sopra a una tavola, ci si impastano le ova e lo si fa rifriddàre. Intanto si còcino i pisellini, si fa una besciamella, si riducono a pezzettini 'na poco di fette di salame e si fa tutta una composta con la carne aggrassata, triturata a mano con la mezzaluna (nenti frullatore, pi carità di Dio!). Il suco della carne s'ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s'assistema nel palmo d'una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e si copre con dell'altro riso a formare una bella palla. Ogni palla la si fa rotolare nella farina, poi si passa nel bianco d'ovo e nel pane grattato. Doppo, tutti gli arancini s'infilano in una padeddra d'oglio bollente e si fanno friggere fino a quando pigliano un colore d'oro vecchio. Si lasciano scolare sulla carta. E alla fine, ringraziannu u Signiruzzu, si mangiano!".

dal racconto di Camilleri "GLI ARANCINI di MONTALBANO"

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