giovedì 20 novembre 2014

Le girelle fatte in casa...

Cioccolato fatti avanti!!!
Proprio questa mattina ho appurato che il mio consumo settimanale di cioccolato contribuisce ad innalzare notevolmente le percentuali del consumo della popolazione di questo ingrediente così pregiato...
C'è poco da discutere... vogliamo sindacare sulla capacità del cioccolato di tirare su il morale ed innalzare gli indici di qualsiasi valore corporeo?? Soprattutto quello glicemico aggiungerei...
Consapevoli dei suoi pregi e difetti anche in questa giornata di sole non mi sono trattenuta dall'elaborare le classiche merendine che i nostri pupetti consumano quotidianamente come merenda durante l'intervallo scolastico o per la tanto attesa merenda pomeridiana. Proviamo a realizzarli in casa abolendo almeno la grossa quantità di conservanti che necessariamente (almeno così loro sostengono), le grandi case alimentari producono.
Una variante altrettanto interessante potrebbe essere quella con la marmellata come ripieno, più sana sì, ma ammettiamolo, nettamente meno golose!!!

INGREDIENTI: (DOSI PER 8 GIRELLE)

1 uovo intero
60 gr zucchero semolato
1 pizzico sale fino
100 gr farina 00
75 gr latte tiepido
3 gr lievito
nutella qb

PREPARAZIONE:

Prima di cominciare la preparazione, preriscaldare il forno ventilato a 180°.
Sbattere, con una frusta a mano, l'uovo insieme allo zucchero. Aggiungere anche il pizzico di sale.
Unire la farina, il latte tiepido continuando a mescolare ed evitando che si creino grumi. In ultimo aggiungere il lievito per dolci.
Imburrare una teglia rettangolare. Versarvi sopra l'impasto e livellarlo con un cucchiaio in modo che non superi il 1/2 cm di spessore.
Infornare e cuocere a 180° ventilati per 5 minuti. Proseguire la cottura per altri 3 minuti a 180°, ma statici.

Sfornare il pandispagna ed eliminare i bordi secchi.
Ottenere otto strisce da appiattire ulteriormente con il mattarello.
Spalmare su ogni striscia un cucchiaino di nutella, avendo cura di non arrivare sino al bordo. Arrotolare le rotelle e lasciarle raffreddare.

Buona merenda!!!


"L'ORA DI MERENDA"
L’infanzia felice quella dei sorrisi, quella silenziosa dove tu bimba tenevi un discorso muto alla tua bambola, ne osservavi l’attenzione, lei con i suoi occhi immobili  non ti negava nulla, prediletta, l’unica a poggiar la testa sul tuo cuscino.  Figlie entrambi dell’infanzia, una con la testa piena di pensieri, l’altra  di segatura, felici  d’esser  li insieme giocando e aspettando l’ora della merenda, dove una ciliegia tira l’altra e solo la tua bocca  chiacchiera e mangia!
(Mirella Narducci)





martedì 18 novembre 2014

Dessert a strati con zabajone e croccante di zucchero


Della serie abbondiamo sempre di più con le calorie e scegliamo di cucinare un dolce cremoso, spumoso e che lasci un sapore al palato difficile da scordare!

Questo pomeriggio mi sono ritrovata con pochi ingredienti nel frigorifero, ma allo stesso tempo è scattata in me la solita voglia di preparare il dolce fine pasto per concludere la cena con la giusta soddisfazione.
Uova, zucchero... insomma cosa fare con i classici ingredienti?? Una pasta frolla? Dei biscottini??

Ma sempre il forno acceso c'è in questa casa??

Qualcosa di più veloce ed allo stesso tempo molto ricco?? Una crema a strati dove il cremoso zabajone si sposa con uno strato di frollini tritati, il tutto coronato da un croccante zuccherino che nasce come "errore" di uno strudel di mele che stavo cuocendo da cui è fuoriuscito parte del ripieno... il che potrebbe farci ipotizzare che questo croccante abbia anche un retrogusto fruttato... sarete voi a dirmelo...






INGREDIENTI:(DOSI PER UNA PORZIONE)

4 frollini al burro
1 uovo intero
1 cucchiaio colmo zucchero
1 cucchiaio colmo marsala

(PER IL CROCCANTE)
4 cucchiai zucchero

PREPARAZIONE:

Iniziate tritando i frollini e depositandoli sulla base di un barattolo di vetro e dunque trasparente.
Proseguite con la preparazione dello zabajone. Mettete all'interno di un pentolino dell'acqua, riempitelo solo a metà. Sopra questo pentolino depositatene un altro delle stesse dimensioni e cuocete a bagnomaria l'uovo insieme allo zucchero ed al marsala. Mescolate continuamente con una frusta a mano.
Lo zabajone è pronto nel momento in cui è spumoso e cremoso, ma non deve sobbollire.
Versatelo velocemente sopra i biscotti all'interno del barattolino di vetro.
A questo punto in una teglia rivestita con carta forno, versate quattro cucchiai di zucchero bianco semolato e fatene uno strato sottile. Cuocete a 180° ventilati per 15 minuti. sfornate e lasciate raffreddare e questo punto staccatelo dalla carta forno e disponetelo sopra il dessert.
Buon momento di golosità!!!

"E RICORDO"
E ricordo
estremità che toccavano
il volto mio,
gli occhi chiusi
per veder ciò
che altrimenti
non avrei visto,
nasce un giglio
nelle viscere
abbandonate,
tremo pensando
al freddo che verrà
tra le dita di oggi.

Ghiotta la vita
se il dolce 
è a fine pasto.
Dal sito di Alda Merini

lunedì 17 novembre 2014

Patate Duchessa



Potrei sembrare ripetitiva?? Si è vero, con quella di oggi sono riuscita a pubblicare, nel giro di pochi giorni, ben due ricette a base di patate, ma è anche vero che quando inizia il periodo autunnale viene più voglia di accendere il forno e dedicarsi alle preparazioni un pochetto più caloriche ed abbondanti.
In realtà quelle di oggi sono delle semplici patate al forno che però vengono arricchite con qualche ingrediente in più e rese originali per la loro forma un po' più elegante... addentriamoci in questa ricettina insieme...

INGREDIENTI: (DOSI PER 15 PATATE DUCHESSA)
25 gr burro
1 tuorlo
250 gr patate lesse
25 gr parmigiano grattugiato
1 spolverata pepe nero
sale fino qb

PREPARAZIONE:
Tritare le patate lesse con lo schiacciapatate ed aggiungerci il burro quando sono ancora calde. Unire anche il tuorlo, il parmigiano, il pepe nero ed il sale. Mescolare ora tutto con un cucchiaio.
A questo punto trasferire il composto in una sàc a poche con la punta dentellata a stella e crear



e le patate duchessa della dimensione desiderata. Generalmente non superano gli 8 cm di diametro.
Cuocere nel forno preriscaldato a 190° ventilati per 15/20 minuti, sino a che non sono ben dorate in superficie.

"La patata da' più forza quando è cotta con la scorza!"
Antico proverbio



mercoledì 12 novembre 2014

Soffici panini alle patate aromatizzati al rosmarino



Ritengo che, in quanto ideatrice di questo blog, sia d'obbligo da parte mia, regalarvi ogni tanto una di quelle ricette che io ritengo più preziose, i cosiddetti "segreti dello chef", che difficilmente si decidono di svelare... io invece sono del parere opposto... Se voi siete così generosi da dedicare parte del vostro tempo alla lettura del mio blog, io devo esserlo altrettanto cercando di ricambiarvi con proposte allettanti e creative.
Mettere in tavola del pane fatto con le proprie mani, a mio parere, è il gesto d'amore culinario più esaustivo che si possa fare, per questo, oggi vi consiglio questa ricetta per deliziare le persone che più amate!!!

INGREDIENTI: (D0SI PER 15 PANINI)

1 patata lessa di grosse dimensioni + 1 patata cruda piccolina per la decorazione
150 gr farina 00 biologica
150 gr farina manitoba
1 bustina lievito secco
1/2 bicchiere acqua tiepida
1 cucchiaino zucchero
2 cucchiaini sale fino
2 cucchiaini sale grosso
pepe nero qb
6 cucchiai olio evo
rosmarino qb

PREPARAZIONE:

Per preparare i soffici panini alle patate, riempite mezza tazza con dell'acqua tiepida, aggiungeteci un cucchiaino di zucchero, per favorire la lievitazione, la bustina di lievito ed iniziate a mescolare sino ad eliminare tutti i grumi.
In un recipiente intanto miscelare le due farine, aggiungerci la patata lessa schiacciata, i due cucchiaini di sale fino, 3 cucchiai di olio evo e mescolare. Un volta tolti tutti i grumi attendere che il lievito nella tazza sia montato, a questo punto versarlo nelle farine ed iniziare ad impastare. L'impasto deve essere morbido, dunque aggiungere eventualmente poca acqua per volta per prelevare tutti i residui di farina nei bordi.
Ottenuto un panetto liscio ed omogeneo suddividerlo in quindici palline da reimpastare nuovamente qualche secondo. Depositarle negli appositi "porta pasticcini" di carta e decorare con qualche fettina sottile di patata cruda sulla superficie.
Preparare intanto un'emulsione con tre cucchiai di olio evo, due cucchiaini di sale grosso, del rosmarino ed un po' di pepe nero. Mescolare bene con un pennello da cucina e spennellare sulla superficie delle pagnottelle.
A questo punto disporre il tutto in una teglia e lasciare lievitare per un'ora e mezza. 
Accendere il forno a 190° ventilati e cuocere per venti minuti sino a che non sono ben dorati.
Sfornare nel momento in cui la casa sarà inebriata dal profumo di pane!!!







"I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l'acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca."
Epicuro

mercoledì 5 novembre 2014

Lasagne stratificate al salmone!

Ormai è da qualche tempo che ho scoperto come condimento per i miei primi piatti il salmone in tranci. Trovo il gusto di questo pesce così delicato da far esaltare tutti i sapori non prevalendo, come capita con quello affumicato, ma allo stesso tempo donando alla preparazione un sapore distinguibile tra molti.
Mi sono abituata a comprare il salmone che si trova semplicemente al supermercato nei contenitori simili a quelli del tonno, di latta, porzionato in tranci.
Il piatto di oggi sono delle cremose lasagne con l'immancabile besciamella, ma rese più semplificate dal pesce e pochi ingredienti ancora.
Vediamo se saprò stupirvi...

INGREDIENTI: (DOSI PER UNA TEGLIA PER 4 PERSONE)

300 gr pasta secca all'uovo per lasagne 
500 ml latte parzialmente scremato
1 dado vegetale
50 gr farina 00
50 gr burro
1 spolverata noce moscata
2 confezioni da 190 gr l'una di salmone al naturale inscatolato in tranci 
80 gr parmigiano in scaglie

PREPARAZIONE:

Incominciare preparando la besciamella. In un tegame versare subito il latte insieme al dado ed alla spolverata di noce moscata. Fare sciogliere il dado, aggiungere a questo punto la farina ed il burro e mescolare con una frusta a mano per qualche minuto sino a che non si vede la besciamella raggiungere una consistenza più solida. Io procedo un po' a ritroso rispetto al metodo tradizionale dove si parte creando il roux con il burro e la farina, ma vi garantisco che viene molto bene anche secondo questa ricetta.
In una pentola mettere a bollire dell'acqua salata e buttarci la pasta da far cuocere per massimo tre minuti, deve solo ammorbidirsi.
Scolarla sotto l'acqua fredda e suddividere i vari rettangoli in modo che non si attacchino.
A questo punto abbiamo tutti gli ingredienti per procedere con la stratificazione.
Sulla base di una teglia dai bordi alti, disporre uno strato di besciamella, le strisce di pasta ben ravvicinate, poi procedere con besciamella, salmone in pezzi ed una spolverata di parmigiano. Continuare i vari strati sino ad esaurimento degli ingredienti.
Infornare nel forno preriscaldato a 180° ventilato, per 40 minuti. Le lasagne al salmone sono pronte quando risultano ben dorate in superficie.
Buon appetito!!!

“Sono permessi tutti i pesci: grassi e magri, bianchi e azzurri, freschi, surgelati e conservati al naturale senza olio, affumicati ed essiccati.” 
Pierre Dukan 

martedì 4 novembre 2014

Una miscela di gusti e sapori da terre lontane... il Salone del Gusto!

Dal 23 al 27 Ottobre 2014, Torino ha ospitato la nuova edizione del Salone Internazionale del Gusto, in collaborazione con Terra Madre.
Evento definito “l’arca del gusto” per eccellenza che, grazie alla partecipazione di un marchio rinomato come Slow Food, il Salone del Gusto si propone di raggruppare tutti i più grandi sapori tradizionali che stanno ormai  scomparendo.
La visita all’interno dei primi tre padiglioni è una sorta di viaggio enogastronomico  ed esplorativo attraverso tutta la penisola italiana. Nei pressi dell’ingresso ci si tuffa immediatamente nel calore della terra emiliana che, per la cucina, riveste un ruolo importante. 


Giunti solo al terzo stand ci siamo dovuti subito soffermare, attratti da un arcaico profumo di farina miscelata ad acqua e strutto per dare origine alla più classica piadina romagnola. Gusto genuino che difficilmente si riesce a riprodurre. 

L’espositore offriva la possibilità anche di assaggiarla sotto forma di strisce fritte. Noi ci siamo fatti attirare dalla versione classica farcita con i tipici prodotti del territorio, del buon crudo stagionato ed un classico squacquerone.
Abbiamo poi proseguito il percorso immergendoci in altre tradizioni culinarie, rappresentati ad esempio dai saporiti formaggi piemontesi, dalle confetture d’accompagnamento, senza dimenticare il cioccolato d’eccellenza di questa regione, reso liquore e presentato sotto forma del classico “Bicerin”.


Una vasta gamma di birre sono state presentate dagli espositori delle regioni Friulane e del Trentino.
La Liguria offriva inevitabilmente il suo rinomato pesto genovese, nelle più svariate versioni; quella più creativa lo vedeva assemblato a del sale fino da usare come condimento.


Gradualmente la visita è poi proseguita verso le terre del centro Italia. Una ricca Toscana in sapori esponeva vini, formaggi e salumi di ogni tipo ed animale, principalmente cinghiale.


Un’altra tappa d’obbligo è stata fatta dal mio ragazzo in uno stand laziale che proponeva birre dai diversi retrogusti: speziato, all’arancia, più o meno forte come grado alcolico.
Dirigendoci  verso le regioni meridionali, i colori ed i sapori si facevano sempre più vivi ed intensi. Ad esempio, la soppressata calabra dal gusto piccante attirava molti visitatori. In quest’area di rilievo erano presenti  nuovamente i salumi, ma non solo, anche i dolci la facevano da padrone. La Puglia  con i suoi oli e le sue spezie…
per poi giungere in Campania dove il banco da me preferito offriva una vasta gamma di dolci, oltre che il classico caffè alla napoletana. In questa esposizione vi erano i tradizionali babà al rhum, zeppole, crostatine farcite con crema e frutti di bosco, o ancora la conosciutissima torta caprese al cacao e le sfogliatelle.







Un’altra regione che non avrei potuto saltare per nulla al mondo è stata la Sicilia. Anche in questo caso, i profumi che giungevano mi hanno fatto riaffiorare vecchie ed amabili immagini di quando ho visitato quella magnifica terra.
Limoni freschi dai quali ricavare l’alcolico limoncello, i cannoli farciti con una cremosa ricotta del posto, pistacchio nelle sue diverse versioni (crema, pesto, trito…), senza dimenticare gli amatissimi arancini con i ripieni più inimmaginabili.
Il nostro percorso è poi proseguito verso un padiglione esclusivamente dedicato al cosiddetto “street food”. Qui si è potuto dare libero spazio ai sapori intensi e decisi, ed i profumi che sopraggiungevano erano decisamente forti. Fritture che dominavano, gnocco fritto, per poi dirigersi verso pizze, focacce, panini farciti…
L’ultima area del salone è stata riservata alla cultura multietnica, realizzata in stretta collaborazione con Terra Madre.  Terra Madre riunisce tutti coloro che fanno parte della filiera alimentare e vogliono difendere l’agricoltura, la pesca e l’allevamento sostenibili, per preservare il gusto e la biodiversità del cibo. Nasce come progetto concepito da Slow Food. Questa realtà vede coinvolti molti volontari che durante le giornate del salone si mettono a disposizione per l’accoglienza degli espositori provenienti da terre lontane e dei visitatori.
In quest’ultima zona abbiamo esplorato cibi molto lontani dai nostri, provenienti da diverse aree: la fredda Norvegia, la Russia, Kenya, Giappone, Grecia e molti altri ancora.
A conclusione, non posso che ribadire quanto questi eventi siano, a mio parere, delle linfe vitali che ognuno dovrebbe riservarsi perché non c’è cosa più gradita che regalarsi della sana cultura che ci faccia prendere cura del nostro corpo con una alimentazione equilibrata.

A presto con la prossima edizione del tanto atteso Salone del Gusto!!!


"Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione."
Georg Wilhelm Friedrich Hegel,













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