lunedì 29 settembre 2014

"Festa del Pane: L'ALVA'. Dal Piemonte all'Europa attraverso la cultura del pane..." a Savigliano

Quella di cui vi parlerò oggi è una festa che, quest’anno, è giunta alla sua ottava edizione ed alla quale questo weekend ho deciso di partecipare essendo un’appassionata del tema.
Si tratta della “Festa del pane di Savigliano: dal Piemonte all’Europa attraverso la cultura del pane”.
Alimento principe delle tavole italiane e non solo, il pane sin dalle epoche più remote è stato al centro di pasti, cerimonie, leggende ed usanze.
A partire da Venerdì 26 sino a Domenica 28 Settembre, Savigliano ha allestito, per i visitatori, nelle sue due principali piazze una serie di stand, tutti quanti rappresentativi di una regione d’Italia, e non solo, dove abbiamo potuto ammirare:
la farinata ligure, la focaccia della “zizzola” dal morbido impasto e farcita con salsiccia di Bra e formaggio Bra DOP; il classico piatto misto di formaggi; per passare poi ai primi cardine della cucina piemontese, i “plin“ al sugo d’arrosto ed i “tajarin” alla crema di peperone di Carmagnola; le bruschette a lievitazione naturale con impasto integrale e pomodoro fresco; lo stand siciliano con specialità quali i cannoli, bomboloni farciti, arancini di tutti i gusti ed i famosissimi biscotti con la pasta di mandorle.





 Un’ampia area è stata dedicata all’elaborazione dei grandi fritti della nostra tradizione, quello piemontese per esempio, con i pavesini, mele ed amaretti; altro stand era quello che offriva le tigelle modenesi farcite a gradimento sia con ingredienti dolci come la nutella, che con i classici affettati. 


Si passava poi alle piade arrotolate ed al panino imbottito con il lampredotto o la trippa fiorentina. Non da dimenticare una suggestiva testa di maiale utilizzata a modi sacca per contenere un ripieno di carni ed affettati misti tagliati poi a fette e serviti come salumi.


Per non emarginare anche zone meno limitrofe a noi, siamo rimasti affascinati dal solito banco argentino che offriva delle golosissime “emapanadas” ripiene di carne o di pollo, a scelta.
Avvicinata l’ora di pranzo, non abbiamo saputo resistere all’assaggio della specialità della sagra: “la pizza in movimento”. Si tratta di un impasto croccante esternamente, ma reso estremamente soffice all’interno dall’utilizzo della farina macinata a pietra e del lievito madre.



Savigliano ha saputo mettere in scena un grande spettacolo dove il protagonista per eccellenza è stato il pane ma, allo stesso tempo, si è dato spazio a molti altri alimenti DOP della nostra tradizione culinaria.

Ritengo che eventi ed iniziative del genere dovrebbero essere molto più tutelati ed incentivati sul nostro territorio, soprattutto perché, a mio parere, una Domenica trascorsa in questo modo, all’insegna della cultura per un’alimentazione sana, della buona cucina e dei nostri prodotti tipici, non possa che essere un arricchimento personale del proprio bagaglio culturale e di conoscenze personali in merito ad un settore così ampio che sempre di più sta diventando al centro dell’interesse sociale attuale.
















venerdì 26 settembre 2014

Gli arancini del recupero...

Oggi mi voglio mettere alla prova... quando ho del tempo che mi avanza, non posso che dedicarmi all'attività che in assoluto mi riesce meglio: cucinare!
Per chi lo faccio?? Per le persone che amo e che mi sostengono!
Talvolta occorre mettersi in gioco, sia nella vita che nelle proprie passioni, così mi sono detta: "perchè non sfidare un caposaldo della tradizione siciliana e rivisitarlo sfruttando degli ingredienti che mi avanzavano da una lasagna della scorsa Domenica??" ...è così che nasce questo piatto un pò più originale, ma che spero sappia lo stesso ammaliare il vostro palato ed appetito!

Buona lettura...

INGREDIENTI: (DOSI PER 3 ARANCINI DI MEDIE DIMENSIONI)

200 gr riso precotto
5 cucchiai colmi ragù + besciamella
1 sottiletta
1 uovo
pangrattato qb
olio di semi qb




PREPARAZIONE:

Per preparare gli arancini "a modo mio" occorre fare bollire per tre minuti il riso precotto in abbondante acqua salata. (La qualità di questo riso è che impiega poco a cuocere e mantiene la cottura al dente).
Una volta scolato mischiarlo alla crema di ragù e besciamella (questo era l'avanzo delle lasagne). Lasciare raffreddare il tutto, una volta freddo prendere poco impasto, appiattirlo sul palmo della mano e farcirlo con un pezzetto di sottiletta, richiudere l'arancino con un altro po' di impasto di riso. Schiacciare bene la pallina ottenuta con le mani.
Una volta realizzati tutti gli arancini passarli in un uovo sbattuto e nel pangrattato.
Friggere ad immersione in abbondante olio di semi.L'olio deve ricoprire del tutto l'arancino.
Lasciare friggere per 4/5 minuti, fino a che l'arancino non risulti ben dorato. Togliere dall'olio ed asciugarlo all'interno di un foglio di scottex.
Salare e servire caldi.

"Gesù, gli arancini di Adelina! Li aveva assaggiati solo una volta: un ricordo che sicuramente gli era trasùto nel Dna, nel patrimonio genetico...Il suco della carne s’ammisca col risotto. A questo punto si piglia tanticchia di risotto, s’assistema nel palmo d’una mano fatta a conca, ci si mette dentro quanto un cucchiaio di composta e copre con dell’altro riso a formare una bella palla...
E allafine, ringrazziannu u Signiruzzu, si mangiano!"
Andrea Camilleri



mercoledì 17 settembre 2014

Quiche alle cipolle



Prima di cominciare la giornata, stamattina, ho deciso di dedicare qualche minuto per regalarvi una nuova ricetta flash, ma che avrà molto successo tra i vostri commensali, ne sono sicura!!! ... pochi ingredienti per un risultato che non ha nulla da invidiare alla più alta cucina... provare per credere!!!

A noi...

INGREDIENTI: (DOSI PER UNA PORZIONE)
4 scalogni dolci
2 cucchiai olio EVO
sale qb
70 gr farina 00
30 gr burro
acqua tiepida qb
pepe nero qb
1 cucchiaio parmigiano grattuggiato
1 uovo

PREPARAZIONE:
In una terrina mescolare la farina con un pizzico di sale,il burro sminuzzato ed aggiungere gradualmente (e se dovesse servire) l'acqua fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
A questo punto lasciarlo riposare sul banco di lavoro, il tempo della preparazione del ripieno.

In un tegame mettere due cucchiai di olio, sminuzzare lo scalogno grossolanamente, aggiungere una spolverata di pepe e lasciare cuocere fino ad ottenere una consistenza ammorbidita. A questo punto frullare tutto nel mixer insieme all'uovo, il parmigiano ed un pizzico di sale.

Stendere con il mattarello l'impasto e sistemarlo dentro ad un coppapasta a sua volta depositato su di un foglio di carta forno. Bucherellare l'impasto con una forchetta. Vuotare
sopra il composto alle cipolle. Cuocere in forno ventilato a 180° per 25 minuti.

Servire tiepido.


















"L'odore di cipolla lo associo alla felicità, le tortillas sono fatte di patate che hanno poco profumo, ma è la cipolla che dà personalità al piatto. Le amo, mi ricordano il provino per il mio primo film, per allenarmi sbucciavo tantissime cipolle. Quell'odore mi dava l'idea di come sarebbe potuta essere la mia vita in seguito."
Penélope Cruz
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