martedì 4 novembre 2014

Una miscela di gusti e sapori da terre lontane... il Salone del Gusto!

Dal 23 al 27 Ottobre 2014, Torino ha ospitato la nuova edizione del Salone Internazionale del Gusto, in collaborazione con Terra Madre.
Evento definito “l’arca del gusto” per eccellenza che, grazie alla partecipazione di un marchio rinomato come Slow Food, il Salone del Gusto si propone di raggruppare tutti i più grandi sapori tradizionali che stanno ormai  scomparendo.
La visita all’interno dei primi tre padiglioni è una sorta di viaggio enogastronomico  ed esplorativo attraverso tutta la penisola italiana. Nei pressi dell’ingresso ci si tuffa immediatamente nel calore della terra emiliana che, per la cucina, riveste un ruolo importante. 


Giunti solo al terzo stand ci siamo dovuti subito soffermare, attratti da un arcaico profumo di farina miscelata ad acqua e strutto per dare origine alla più classica piadina romagnola. Gusto genuino che difficilmente si riesce a riprodurre. 

L’espositore offriva la possibilità anche di assaggiarla sotto forma di strisce fritte. Noi ci siamo fatti attirare dalla versione classica farcita con i tipici prodotti del territorio, del buon crudo stagionato ed un classico squacquerone.
Abbiamo poi proseguito il percorso immergendoci in altre tradizioni culinarie, rappresentati ad esempio dai saporiti formaggi piemontesi, dalle confetture d’accompagnamento, senza dimenticare il cioccolato d’eccellenza di questa regione, reso liquore e presentato sotto forma del classico “Bicerin”.


Una vasta gamma di birre sono state presentate dagli espositori delle regioni Friulane e del Trentino.
La Liguria offriva inevitabilmente il suo rinomato pesto genovese, nelle più svariate versioni; quella più creativa lo vedeva assemblato a del sale fino da usare come condimento.


Gradualmente la visita è poi proseguita verso le terre del centro Italia. Una ricca Toscana in sapori esponeva vini, formaggi e salumi di ogni tipo ed animale, principalmente cinghiale.


Un’altra tappa d’obbligo è stata fatta dal mio ragazzo in uno stand laziale che proponeva birre dai diversi retrogusti: speziato, all’arancia, più o meno forte come grado alcolico.
Dirigendoci  verso le regioni meridionali, i colori ed i sapori si facevano sempre più vivi ed intensi. Ad esempio, la soppressata calabra dal gusto piccante attirava molti visitatori. In quest’area di rilievo erano presenti  nuovamente i salumi, ma non solo, anche i dolci la facevano da padrone. La Puglia  con i suoi oli e le sue spezie…
per poi giungere in Campania dove il banco da me preferito offriva una vasta gamma di dolci, oltre che il classico caffè alla napoletana. In questa esposizione vi erano i tradizionali babà al rhum, zeppole, crostatine farcite con crema e frutti di bosco, o ancora la conosciutissima torta caprese al cacao e le sfogliatelle.







Un’altra regione che non avrei potuto saltare per nulla al mondo è stata la Sicilia. Anche in questo caso, i profumi che giungevano mi hanno fatto riaffiorare vecchie ed amabili immagini di quando ho visitato quella magnifica terra.
Limoni freschi dai quali ricavare l’alcolico limoncello, i cannoli farciti con una cremosa ricotta del posto, pistacchio nelle sue diverse versioni (crema, pesto, trito…), senza dimenticare gli amatissimi arancini con i ripieni più inimmaginabili.
Il nostro percorso è poi proseguito verso un padiglione esclusivamente dedicato al cosiddetto “street food”. Qui si è potuto dare libero spazio ai sapori intensi e decisi, ed i profumi che sopraggiungevano erano decisamente forti. Fritture che dominavano, gnocco fritto, per poi dirigersi verso pizze, focacce, panini farciti…
L’ultima area del salone è stata riservata alla cultura multietnica, realizzata in stretta collaborazione con Terra Madre.  Terra Madre riunisce tutti coloro che fanno parte della filiera alimentare e vogliono difendere l’agricoltura, la pesca e l’allevamento sostenibili, per preservare il gusto e la biodiversità del cibo. Nasce come progetto concepito da Slow Food. Questa realtà vede coinvolti molti volontari che durante le giornate del salone si mettono a disposizione per l’accoglienza degli espositori provenienti da terre lontane e dei visitatori.
In quest’ultima zona abbiamo esplorato cibi molto lontani dai nostri, provenienti da diverse aree: la fredda Norvegia, la Russia, Kenya, Giappone, Grecia e molti altri ancora.
A conclusione, non posso che ribadire quanto questi eventi siano, a mio parere, delle linfe vitali che ognuno dovrebbe riservarsi perché non c’è cosa più gradita che regalarsi della sana cultura che ci faccia prendere cura del nostro corpo con una alimentazione equilibrata.

A presto con la prossima edizione del tanto atteso Salone del Gusto!!!


"Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione."
Georg Wilhelm Friedrich Hegel,













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